Lunedì, 30 Ottobre 2017 17:00

Conosci la composizione dei gioielli in oro che indossi?

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L'unità di misura con la quale si esprime il grado di purezza dell'oro è il carato, termine con il quale si indica anche la preziosità di altre pietre di valore, prime fra tutti i diamanti. Tale grandezza viene abbreviata con la lettera K scritta in maiuscolo che si riporta immediatamente dopo il relativo valore numerico del prezioso in esame. Nello specifico, 1 carato equivale al peso universalmente riconosciuto di 0,2 grammi e l'espressione 24K indicante l'oro puro 100% significa che il metallo (oro) è costituito da 24 parti su 24 di oro, cioè non contiene impurezze o contaminazione di altri metalli più o meno preziosi.

Nel caso in cui, diversamente, ci trovassimo di fronte all'espressione oro 18K vorrebbe dire che il gioiello che la riporta nella garanzia o incisa direttamente su di sé contiene 75 parti di oro ogni 100 parti, mentre le altre 25 contengono altri due metalli, il rame e l'argento, in percentuali diverse o identiche 0,125 rame e 0,125 argento (leghe ternarie). In molti paesi del mondo la quotazione dell’oro viene indicata da una diversa espressione che si avvale della analisi quantitativa dei suoi componenti espressa in parti per mille. In questo caso, 1,000 equivale a 24K, mentre 0,750 equivale a 18K.

24K e 18K rappresentano rispettivamente lo standard legale qualitativo più elevato e meno elevato per i gioielli nel nostro paese, ma la liste di sigle in cui possiamo imbatterci nella valutazione di un gioiello in oro sono molte di più; in ordine decrescente vanno dal numero 24 fino al numero 8; la sigla 8K indica lo standard legale più basso per la gioielleria in Germania e corrisponde ad un grado di purezza di 0,333. Il colore dei gioielli in oro che indossiamo non ci è molto di aiuto per individuarne intuitivamente la composizione specifica in quanto sia l'oro 24K sia l'oro 18K, costituito da 0,160 argento e 0,90 rame o 0,125 argento e 0,125 rame, è di color giallo, solo leggermente più chiaro appare l'oro con più la alta percentuale di argento.

Se, invece, abbiamo un gioiello in oro rosa, senza esitazione possiamo affermare che si tratta di oro 18K che contiene 0,90 argento e 0,160 rame; mentre se la sua colorazione è più tendente al rosso vuol dire che la quantità di rame è ancora maggiore, 0,205 rame e 0,45 argento.
Per avere una valutazione economica del gioiello in oro che indossiamo usualmente o dei preziosi che custodiamo gelosamente nel porta-gioie di famiglia, possiamo procedere con il fai da te ed in questo caso l'occorrente è una bilancia di precisione digitale che riporti fino alla terza cifra decimale (la comune bilancia da cucina va benissimo). Una volta pesato il materiale che vogliamo quotare, dobbiamo ricercare il suo grado di purezza (oro 24K o oro 18K) riportato nella documentazione di acquisto o direttamente inciso al suo interno, nel caso di anelli, nelle chiusure nel caso di collane e bracciali, o in un qualche punto poco visibile per tutti gli altri preziosi.

Conosciuto, quindi, sia il peso che la purezza, ci manca un ultimo dato: la quotazione aggiornata dell'oro che possiamo conoscere anche facendo una semplice ricerca on line indirizzandoci su siti ufficiali come quello della Banca di Italia.
Diversamente, possiamo affidarci ad un venditore di oro ufficialmente riconosciuto dalla Banca di Italia, e dopo avere seguito personalmente l'intera operazione di pesatura, attenderne il relativo responso in termini economici.
Il tutto deve essere effettuato nella più assoluta trasparenza e per questo è consigliabile, comunque, sapere a priori il peso dell'oro da valutare ed eventualmente anche a quanto viene, mediamente, quotato nella nostra zona.

Letto 67 volte Ultima modifica il Lunedì, 30 Ottobre 2017 18:22